Dal 2D Code al Digital Product Passport: come preparare oggi la linea produttiva

Dal 2D Code al Digital Product Passport: come preparare oggi la linea produttiva

Entro il 2030, una parte sempre più ampia dei prodotti venduti nell’Unione Europea dovrà portare con sé un Digital Product Passport (DPP): un documento digitale accessibile tramite un codice stampato sul prodotto, che ne raccoglie composizione, origine e impatto ambientale. Il DPP riguarderà progressivamente molte categorie merceologiche, dall’acciaio al tessile. La prima applicazione concreta di questo sistema è il Battery Passport, dedicato specificamente alle batterie e obbligatorio dal 18 febbraio 2027. Per chi gestisce una linea produttiva, il momento di pianificare la transizione è adesso.

Il regolamento ESPR e il Digital Product Passport

Che cos’è e quali settori coinvolge

Il Digital Product Passport (DPP) nasce dal regolamento europeo ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation), approvato dal Parlamento e dal Consiglio dell’UE. L’obiettivo è documentare in formato digitale standardizzato composizione, origine, riparabilità e impronta ambientale di un prodotto, rendendolo tracciabile dalla produzione al riciclo.

Il piano di lavoro ESPR 2025-2030 ha stabilito le categorie prioritarie: acciaio e alluminio, tessile, arredamento, pneumatici e materassi. In parallelo, sono previste misure per le apparecchiature elettriche ed elettroniche. Progressivamente, gruppi di prodotti sempre più ampi riceveranno l’obbligo di avere un’identità digitale accessibile lungo tutto il ciclo di vita.

Perché agire adesso

Le scadenze richiedono mesi di lavoro a ritroso: valutazione tecnologica, selezione fornitori, integrazione IT, formazione operatori. Chi avvia la pianificazione adesso affronta la transizione con calma. Chi aspetta la affronterà in emergenza.

Dai codici lineari ai codici 2D

Perché il barcode tradizionale non basta più

Il barcode lineare, in uso da oltre cinquant’anni, identifica un prodotto con un unico numero. Oggi servono molte più informazioni: lotto, scadenza, numero seriale, tracciabilità. Un codice 2D conforme allo standard GS1 può contenere tutti questi dati in un simbolo compatto e leggibile ad alta velocità. Senza questo passaggio, non sarà possibile generare i dati richiesti dal Digital Product Passport.

Formati disponibili e fase di transizione

Lo standard GS1 riconosce tre simbologie 2D: GS1 DataMatrix, QR Code GS1 e GS1 DotCode. Tutti garantiscono interoperabilità globale: qualsiasi scanner conforme li decodifica correttamente. Poiché non tutti gli scanner nei punti vendita sono già pronti per il 2D, durante la fase intermedia sarà spesso necessario il dual coding: stampare sia il barcode lineare sia il codice 2D sullo stesso prodotto. Anche le informazioni leggibili a occhio nudo (lotto, scadenza) resteranno necessarie per gli operatori.

GS1 Digital Link: il codice diventa identità digitale

Come funziona

Il GS1 Digital Link incorpora gli identificatori GS1 in una struttura URL. Una volta scansionato, il codice collega il prodotto fisico a una pagina web con dati aggiornati su composizione, origine e istruzioni di riciclo. Lo stesso codice restituisce informazioni diverse a seconda di chi lo legge: dati logistici per il magazziniere, indicazioni di smaltimento per il consumatore, dati di conformità per le autorità.

Un codice, molte funzioni

In caso di richiamo, il GS1 Digital Link consente di individuare il singolo lotto coinvolto senza ritirare un’intera linea di prodotto. Lo stesso codice può veicolare campagne promozionali, programmi fedeltà o ricette e genera dati in tempo reale su vendite, resi e tassi di riciclo.

Le sfide tecniche sulla linea

Precisione di stampa e integrazione dati

I codici 2D sono densi e dettagliati. Piccole deviazioni nella dimensione delle gocce d’inchiostro, nell’adesione al substrato o nel contrasto possono comprometterne la leggibilità. Su film plastici lucidi o packaging trasparente, una soluzione adottata in produzione prevede la stampa di un fondo coprente seguita dal codice, in un’unica passata con tecnologia CIJ.

La qualità del codice dipende anche dal flusso dei dati. Se ERP, MES e stampanti non sono sincronizzati, si rischia di stampare dati errati o obsoleti. Serve una chiara responsabilità sui dati e un flusso automatico dal gestionale alla testina di stampa. La verifica inline di ogni codice stampato, prima che il prodotto lasci lo stabilimento, è obbligata per garantire la leggibilità lungo tutta la filiera.

Come preparare la linea produttiva

Valutare l’esistente e scegliere la tecnologia giusta

Verificate cosa avete già: i marcatori installati stampano codici 2D alla risoluzione GS1? Il software riceve i dati variabili dal gestionale in automatico? Gli scanner a fine linea leggono i codici 2D? Le risposte definiscono il perimetro dell’intervento.

Per la stampa di codici 2D ad alta densità, i marcatori CIJ di ultima generazione raggiungono risoluzioni fino a 48 gocce per colonna e altezze di stampa fino a 15 mm, garantendo codici leggibili su quasi ogni materiale. Sistemi con basso consumo di inchiostro, sigillatura automatica dell’ugello e intervalli di manutenzione fino a cinque anni riducono il costo totale di proprietà e i fermi macchina.

Domande frequenti

Che cos’è il Digital Product Passport?

Un documento digitale previsto dal regolamento ESPR che raccoglie composizione, origine, riparabilità e impatto ambientale di un prodotto, accessibile tramite un codice 2D.

Quando scattano gli obblighi?

Il Battery Passport è obbligatorio dal 18 febbraio 2027. Il piano ESPR 2025-2030 prevede l’estensione ad acciaio, alluminio, tessile, arredamento, pneumatici e materassi.

Devo eliminare subito il barcode tradizionale?

No. Durante la transizione si adotta il dual coding: barcode lineare e codice 2D sulla stessa confezione, per compatibilità con gli scanner non ancora aggiornati.

Il partner giusto per la migrazione

Perché la scelta del fornitore di marcatura conta

La migrazione ai codici 2D richiede competenze specifiche: valutazione dell’infrastruttura, integrazione con i gestionali, assistenza tecnica continuativa. Sis.Ma Srl opera da oltre trent’anni nella marcatura, codifica e identificazione industriale, con assistenza diretta senza intermediari. Come distributore esclusivo per l’Italia dei marcatori Leibinger, Sis.Ma mette a disposizione sistemi di marcatura CIJ progettati per codici 2D ad alta densità con precisione, affidabilità e costi di gestione contenuti. Contattaci per una consulenza tecnica.

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